lunedì 13 luglio 2009

cominciamo a pensarci

da qualche giorno stiamo ragionando sul "modo di vivere" dei cittadini e delle cittadine di Capo Verde; stiamo notando quanto siano - in generale - più giovani, più prestanti e atletici, più socievoli di noi europei; e quanto siano per altri aspetti più trascurati, indifferenti, poco precisi.
Ma in effetti, chi ha detto che il nostro modo sia quello giusto? soltanto perchè siamo stati abituati in una determinata maniera, non è detto che altre maniere siano meno efficaci.
Intanto: la cittadinanza di Mindelo consuma un decimo dell'acqua che usiamo noi abitualmente; sfido, non ce n'è! ma che cosa succederebbe a una città come Como - che è grande più o meno come Mindelo - se l'acqua fosse perennemente scarsa, non dico per un mese, ma PER SEMPRE !? E Como, teniamo conto, non vive tutto questo calore in tutti i mesi dell'anno.
Così abbiamo cominciato a riflettere che se i comportamenti sociali sono di un certo tipo, qualche ragione storica, economica, geografica dovrà pur esserci!
Adesso per esempio sto scrivendo dal Centro di Craquinha, dove Giulia tiene lezioni ai formatori degli strumenti più comuni: flauto e violino.
Qui ci sono quattro postazioni di PC Olivetti a disposizione.A pagamento. Messi in piedi dal Frei Silvino. Ognuno utilizza la posta elettronica, certo non a casa propria; ma viene qui quando serve, si connette e usa la comunicazione di internet. Senza cerimonie, con efficacia. Questi elementi sono una speranza.
Per noi europei, decadenti, attaccati come sanguisughe alla nostra identità di paese, queste persone e questa società appaiono giustamente minacciose: se noi europei non sappiamo rinnovarci abbiamo già perso la scommessa. O accogliamo l'integrazione attraverso leggi sapienti, o scompariremo in lotte fratricide tra comune e comune, per difendere quell'integrità sclerotica che si è insterilita e non è più in grado di promuovere null'altro che il proprio funerale. Quando si dice "la vendetta della storia"

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